Rigenerare giustizia

Qual è la risposta al male? Avvenuto un reato, accaduto l'irreparabile, come dare una risposta a vittima e reo? Venerdì 31 ottobre, all'Università degli Studi dell'Insubria...

... il Dipartimento di Diritto, Economia e Culture dell'Università degli Studi dell'Insubria di Como, con il patrocinio della Camera Penale di Como e Lecco e del CSV di Como, ha ospitato un confronto sulla giustizia riparativa e le sue implicazioni etiche. «Il sistema di giustizia penale tende alla separazione, impedisce il recupero, distrugge la relazione - ha spiegato Gherardo Colombo, ex-magistrato, presidente di Garzanti Libri - compito della comunità è ricomprendere e solo così tentare di recuperare. Non considerandolo esaustivo, quello della giustizia riparativa può diventare un sistema di riferimento». Ci si è affacciati sull'Inferno di Dante evocato dal prof. Luigi Lombardi Vallauri per comprendere che non si può rispondere al male con il male - e la privazione della libertà è male - se si ha come finalità educare al bene. La cristallina evidenza di questa verità si è infranta di fronte ai reati più gravi, alla criminalità organizzata, alla paura provata dalle vittime descritti da Piercamillo Davigo, magistrato della Suprema Corte di Cassazione. Allora la strada della giustizia riparativa pare sia quella accidentata della prassi, nella consapevolezza di potersi muovere nel limite di contraddizioni insanabili. La giustizia, deposta la spada, come suggerisce il prof. Umberto Curi, rinuncia alla benda simbolo di imparzialità e anzi distingue e valuta caso per caso, operando in maniera opposta al modello tradizionale, sostituendo alla generalità la concretezza della particolarità. «Ragionare sul tema della giustizia riparativa ci permette di riappropriarci, come giudici, della funzione di garanti dei diritti della Costituzione - ha attinto alla sua esperienza, Maria Luisa Lo Gatto, magistrato presso il Tribunale di Como - non solo, comporta affinare la capacità di essere parte di una società civile». A Como si è fatto molto, negli ultimi quattro anni, proprio partendo da una richiesta del CSV sull'applicazione di modelli sanzionatori alternativi al carcere. Mentre la legislazione apre alla giustizia riparativa spazi sempre più ampi, a Como la rete che vi opera ha trovato, venerdì scorso, l'occasione di nutrire la prassi di senso e valore.

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La giustizia riparativa e la mediazione rappresentano sfide culturali, prima ancora che giuridiche, delle società moderne, dove globalizzazione e multiculturalismo, attenzione alle vittime (soprattutto se deboli e vulnerabili) ed esigenze di tutela dei diritti umani esigono nuovi modelli di gestione dei conflitti. Il convegno sarà quindi l’occasione per discutere di giustizia riparativa, del perché essa si occupa delle vittime, di cosa vuol dire mediare un conflitto legato a un reato e in che misura giustizia riparativa e giustizia penale possono essere complementari.

In apertura della giornata è stato proiettato il video Restorative Justice. Viaggio alla scoperta della giustizia riparativa” – che contiene interviste a giuristi, filosofi, magistrati, criminologi, mediatori – realizzato con lo scopo di descrivere i contenuti, le potenzialità e i limiti della giustizia riparativa.
Nel video vengono affrontati, in particolare, i temi del superamento e dell’umanizzazione della pena, della mediazione e della tutela delle vittime, dei quali hanno discusso – dopo i saluti iniziali del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria Alberto Coen Porisini, della professoressa Laura Castelvetri, direttore del Dipartimento di Diritto, Economia e Culture, e dell’avvocato Paolo Camporini, presidente della Camera Penale di Como e Lecco – Massimo Donini dell’Università degli Studi di Modena-Reggio Emilia; Umberto Curi dell’Università degli Studi di Padova; Francesca Ruggieri dell’Università degli Studi dell’Insubria; Attilio Balestrieri dell’Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali di Roma; Maria Luisa Lo Gatto, magistrato presso il Tribunale di Como; Luciano Eusebi dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; l’avvocato e mediatrice Federica Brunelli; Adolfo Ceretti dell’Università degli Studi di Milano Bicocca; Gherardo Colombo, ex-magistrato e attualmente presidente di Garzanti Libri; Piercamillo Davigo, magistrato della Suprema Corte di Cassazione; Luigi Lombardi Vallauri dell’Università degli Studi di Firenze; Claudia Mazzucato dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; Giovanni Maria Pavarin, magistrato e presidente del Tribunale di Sorveglianza di Venezia; Martino Villani, direttore del Centro Servizi Volontariato di Como e Francesco Palazzo dell’Università degli Studi di Firenze.

L’incontro è stato realizzato con il patrocinio della Camera Penale di Como e Lecco e del Centro Servizi per il volontariato di Como.

 

 

IL PROGRAMMA

convegno giustizia riparativa - como 31 ottobre 2014 - programma_def-1.pdf

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